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Gariga

La gariga è una comunità di arbusti nani (alti circa 50 cm, più raramente 1 m), abbastanza distanziati tra loro. Questa facies, ricchissima di specie vegetali (molte delle quali sono aromatiche e sempreverdi), a fronte di un valore commerciale irrilevante, è invece molto interessante dal punto di vista floristico e svolge un ruolo ecologico di primo piano nella ricolonizzazione di suoli degradati dalle attività antropiche (es. cave e coltivazioni abbandonate), dove precede lo sviluppo della macchia bassa.


La gariga assume quindi funzioni di vegetazione "pioniera" (preparando il terreno per piante più esigenti) e di protezione nei confronti delle plantule di altre specie (leccio); costituisce inoltre l'habitat preferito, insieme alle macchie, di molte specie di Rettili ed Uccelli. In certe situazioni, quando le condizioni atmosferiche e pedologiche non permettono l'evoluzione della serie verso la macchia mediterranea, questa fitocenosi può rappresentare lo stadio di "associazione durevole". E' il caso della vegetazione che vive sulle falesie battute dai venti marini nel tratto di costa compreso tra la foce del Chioma ed il Promontorio di Castiglioncello, oppure quella che vive sulle pareti scoscese delle ofioliti (rocce verdi), "tagliate" dal passaggio di infrastrutture (Variante Aurelia fra Botro dell'Arancio e Botro delle Forbici; S.P. del Vaiolo a Monte Carvoli, ferrovia in loc. Buca dei Corvi), o dalle ex cave di gabbriccio (Serpentinite), aperte in passato su alcuni rilievi dei Monti Livornesi. Queste aree "degradate" assumono oggi, sulla base di recenti conoscenze scientifiche, un particolare interesse naturalistico in quanto colonizzate da una flora specifica (endemismi serpentinicoli) che trova nelle ofioliti l'unica area di elezione (area "rifugio") .




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