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L'itinerario sulla Strada del Mille

di Parco Culturale di Camaiano


Il sentiero 199, detto “Strada del Mille”, inizia in località la Fociarella dove si stacca dalla “Dorsale della Costa Etrusca” (sentiero 100, ex “00”) e si dirige dapprima verso Colognole, poi piega a sud, arriva al Gabbro nelle vicinanze di Villa Mirabella, prosegue per Castelnuovo della Misericordia e sale infine al laghetto delle Serre dove si ricongiunge di nuovo con il sentiero 100.

E' possibile percorrere la parte sud del sentiero partendo dal parcheggio pubblico di Via delle Capanne al Gabbro. Dopo una breve camminata su tratto di asfalto si incrocia la Strada del Mille in località La Villa. Qui il sentiero scende verso il Botro Sanguigna per risalire, dopo il guado, fino alla Via di Castelpiero; alla sommità del crinale si apre un ampio panorama su campi coltivati a seminativi, vigneti e oliveti, l’abitato di Castelnuovo della Misericordia a sud e i rilievi dei Monti Livornesi a ovest. Dopo aver oltrepassato Podernuovo si lascia il crinale, scendendo verso il Botro Riardo e incontrando la croce commemorativa posta nel sito dove sorgeva l’antica Pieve di Camaiano (oggi scomparsa).

Costeggiando in sinistra il botro Riardo, il sentiero arriva all’area picnic al “Ponte Romano”e prosegue poi nel fondovalle tra i coltivi, guadando alcuni piccoli corsi d’acqua (Botri Scaforno e San Martino). Al botro San Martino inizia una leggera ascesa verso l’omonimo borghetto rurale con oratorio (sec. XIII) dedicato al santo, continua in direzione delle antiche case di Cesari e Cafaggio, per poi scendere al Botro San Giorgio e affrontare la breve ma impegnativa salita che porta al castello (sec. XI) di Castelnuovo della Misericordia. Dopo aver lasciato alle spalle l’abitato, la Strada del Mille sale lungo un’antica mulattiera fino al laghetto sul Poggio Le Serre. Qui si apre una splendida vista sul mare e il bosco vicino al laghetto offre il giusto riparo per una piacevole sosta. E' possibile ritornare al Gabbro lungo percorsi ad anello di varia lunghezza imboccando il sentiero 100 in direzione nord-ovest, oppure ritornare indietro per la stessa strada godendosi i panorami dalla prospettiva opposta.

 

Dati tecnici:

Il percorso da Gabbro al laghetto delle Serre è lungo 7 km con un dislivello in salita di 375 metri e in discesa di 215 metri, prevalentemente su sentieri a fondo naturale, a tratti su terreno argilloso e a tratti disconnesso. Vengono guadati alcuni piccoli corsi d'acqua, di poca portata nel periodo estivo. Nella stagione piovosa alcuni tratti possono diventare scivolosi e difficili da percorrere.

Informazioni operative:

Si consiglia di lasciare la macchina al parcheggio pubblico di Via delle Capanne al Gabbro; per raggiungere la Strada del Mille si deve prendere l’uscita secondaria del parcheggio sul lato sud-est e camminare su Via Miramare per poco meno di 1 km, fino a trovare, sulla destra, il cartello indicativo per il sentiero 199.


Focus generali

L'AREA

Il sentiero attraversa l’area centrale del Parco Culturale di Camaiano che si trova nella parte nord del Comune di Rosignano Marittimo (Provincia di Livorno) e comprende le tre frazioni collinari Gabbro, Castelnuovo della Misericordia e Nibbiaia. Un crinale di poggi delimita il lato ovest tra cui Poggio Carcivisoli, Poggio Dorcino, Monte Carvoli, Poggio Le Serre; scendendo verso est il terreno si appiana in dolci colline fino al limite opposto segnato dalla Via Emilia. Il "cuore" del parco è costituito dalle valli dei due torrenti principali: il Botro Sanguigna ed il Botro Riardo; è proprio dal colle in mezzo a quei torrenti che nella tarda antichità la Pieve di Camaiano dominava il territorio.


GEOLOGIA

Le caratteristiche geologiche dell’area sono assai varie con la presenza di affioramenti di notevole interesse ed importanza scientifica, in alcuni casi addirittura unici nel panorama toscano come il giacimento fossilifero di Villa Nardi.


PAESAGGIO

Questo paesaggio, con i suoi colori ed i suoi personaggi, è stato ammirato e scelto da chi guarda con occhi acuti e profondi, da chi non vuole ritrarre soltanto qualcosa di “bello”, se così si può dire, ma vuole trasmettere la vera anima di ciò che ritrae: i macchiaioli hanno realizzati molti dipinti ritraendo visioni offerte tuttora da questo territorio.


VEGETAZIONE

Gli ecosistemi naturali (forestale, fluviale) e quello seminaturale (agroecosistema)dell’area attraversata dalla Strada del Mille garantiscono un buon equilibrio ecologico e idrogeologico territoriale. Le lingue di bosco che scendono a valle dai rilievi occidentali si insinuano nelle zone coltivate seguendo l’andamento dei corsi d’acqua e contribuiscono, grazie anche alla presenza di un’abbondante vegetazione riparia costituta da canneti e alberi a legno morbido, al mantenimento di una buona qualità delle acque correnti. Lungo questi “corridoi ecologici” - relitti del primitivo manto forestale che un tempo ricopriva l’area - la fauna selvatica si sposta dalle alture al fondovalle e viceversa. Alle quote più alte troviamo boschi costituiti in prevalenza da sclerofille sempreverdi di tipo mediterraneo, dominate dal leccio (Quercus ilex).

Nel fondovalle, dove il microclima diventa più umido e fresco, compaiono anche esemplari del querceto caducifoglio: soprattutto roverelle (Quercus pubescens) e cerri (Quercus cerris). Vicino alle rive dei corsi d’acqua crescono diverse specie di pioppi (Populus alba, P. nigra, P. canadensis) e di salici (Salix alba, S. viminalis), ma anche olmi (Ulmus minor), aceri (Acer campestre) e allori (Laurus nobilis). Siepi e alberature, presenti perlopiù al bordo della viabilità poderale e lungo i confini dei campi, completano il mosaico paesaggistico delle colline coltivate.

MICRO E MACRO FAUNA

La popolazione animale, in virtù dell’abbondanza di corridoi ecologici costituiti dalla presenza di siepi al bordo dei campi, di filari alberati, di macchie di bosco, di vegetazione riparia ecc., e quindi della diversificazione degli habitat, ha conservato una buona ricchezza biotica nonostante l'attività agricola cerealicola attuata in prevalenza nella zona pianeggiante.

Attraversando i corsi d’acqua è possibile incontrare diversi animali legati a questi habitat, in particolare anfibi. Nei botri, nel periodo primaverile è possibile vedere girini di Rospo comune (Bufo bufo), e di Rane rosse appenniniche (Rana italica). Il laghetto delle serre ospita invece raganelle (Hyla intermedia), rane verdi (Pelophylax sp.pl.) di cui, nel periodo giusto, è possibile anche osservare le ovature a forma di palla che galleggiano, e 2 specie di tritoni: il tritone punteggiato (Lissotritonvulgaris) e il tritone crestato italiano (Trituruscarnifex), purtroppo messi in pericolo dalla recente introduzione di pesci.

Tra gli insetti più appariscenti che possiamo incontrare ci sono gli odonati (libellule e damigelle). Intorno ai botri volando le damigelle dalle ali nere Calopteryx virgo mentre al laghetto è più facile incontrare libellule come le rosse Sympetrumsanguineum e le grandi libellule del genere Anax.


STORIA

Lungo il sentiero 199, molti sono i segni lasciati dall’uomo nel corso dei secoli.

In Via di Castelpiero si passa da uno dei numerosi poderi di origine antica della zona: Podernuovo. L’edificio è già rappresentato nel Plantario del 1795 e fu costruito dal fattore della Pia Casa della Misericordia Pietro Pardini, riutilizzando parte delle pietre prelevate dalla vicina pieve di Camaiano ormai disfatta.

Poco oltre, scendendo verso il botro Riardo, si incontra la croce commemorativa eretta nel 2017 dall’Associazione per il Parco Culturale di Camaiano; questa croce segnala il sito della Pieve di Camaiano che nella tarda antichità dominava un vasto territorio che andava dalla Popogna a nord fino a Colle a sud, dove iniziava la pievania di Rosignano.

Il botro Riardo viene poi attraversato sull’unico ponte presente in quel tratto. Localmente è chiamato “Ponte Romano” ma l’epoca della sua costruzione ad oggi è ignota. Non rappresentato nel Plantario del 1795, le sue origini, più verosimilmente, risalgono ai primi anni dell’Ottocento, forse per volontà dei proprietari di Paltratico che in quel periodo potenziarono la fattoria costruendo vicino al ponte una fornace da mattoni ed estendendo i loro possedimenti fondiari oltre il Riardo, che, grazie al ponte, divennero raggiungibili anche quando il corso d’acqua era in regime di piena.


Continuando tra i campi coltivati si passa da un altro podere antico, il Podere San Martino con l’annesso oratorio, risalente al secolo XIII, oggi sconsacrato.

Arriviamo poi a Castelnuovo della Misericordia che conserva un piccolo Castello nel borgo medievale e altri numerosi emblemi della Pia Casa della Misericordia.

Una volta lasciato l’abitato, ai lati del sentiero che porta al laghetto delle Serre sono ancora ben riconoscibili i muri a secco che delimitavano l’antica mulattiera.


Altre emergenze particolari

Adiacente al Ponte Romano sul Botro Riardo, l’Associazione per il Parco Culturale di Camaiano ha allestito un area picnic su un appezzamento di terreno messo a disposizione dalla Fattoria di Paltratico. A Novembre 2021, dopo che gli arredi di legno sono andati distrutti da atti vandalici, sono stati messi in posa dei grossi pietroni che fanno da sedute e tavolini a disposizione dei viandanti, ciclisti e cavalieri che percorrono la Strada del Mille e desiderano concedersi una sosta in questo luogo suggestivo





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