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Pieve di Camaiano

di Roberto Branchetti | Presidente Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese


L’antichissima pieve di Camaiano sorgeva sul fianco occidentale di una dolce collina posta fra i botri Sanguigna e Riardo. I due corsi d’acqua delimitavano un territorio di circa 80 ettari a forma di scudo, di proprietà della chiesa battesimale, che dalla Serra di Camaiano (individuabile presso l’odierno Podere Nuovo) andava a chiudersi al Puntone, luogo dove i due botri si congiungono poco prima del Chiappino. La chiesa si affacciava sulla via di Popogna, che da Vada giungeva a Porto Pisano (S, Stefano ai Lupi - Livorno). Questo antico tracciato - oggi riscoperto nell'ambito dei progetti “Ippovie del Mediterraneo” e “Occhi sulle Colline” rispettivamente come “Ippovia secondaria” e “Sentiero 199” (o Strada del Mille) - è riportato sulle carte del catasto moderno come “Strada vicinale vecchia del Gabbro”.

Riferimenti storici

Dedicata a S. Gerusalemme e S. Giovanni Battista, la pieve battesimale di Camaiano è documentata per la prima volta nel 958, ma le sue origini vengono fatte risalire ad un periodo antecedente la dominazione longobarda. Nel secolo IX la pieve era compresa all’interno della curtis di Camaiano, di proprietà dell’Arcivescovo di Pisa. Con la crisi demografica del Trecento il grande edificio religioso entrò in una fase di decadenza, culminata con l’abbandono (secoli XV e XVI) ed il trasferimento del titolo di pievania alla vicina chiesa di S. Michele del Gabbro (fine del ‘500). Le visite pastorali di quegli anni ci descrivono il declino dell’antica chiesa madre, posta in luogo isolato e ormai distante dagli insediamenti principali: nel 1484 l'edificio era invaso dai rovi e risultava in parte distrutto, nel 1557 mancava del tetto, nel 1569 seppur scoperchiato aveva ancora i muri perimetrali ed il fonte battesimale, nel 1575 si decideva di murare le porte per impedire agli animali di entrarvi, nel 1597, ormai circondato dal bosco, aveva alcune pareti cadute a terra ed il suo restauro era giudicato antieconomico. Oggi il nome Camaiano è stato attribuito a un parco culturale di recente istituzione (Parco Culturale di Camaiano).



Indagine di campagna

La pieve oggi non esiste più, le sue pietre squadrate furono infatti riutilizzate per edificare le case che la Pia Casa della Misericordia andava costruendo nei poderi della zona; tuttavia il sito dove essa sorgeva è stato individuato con precisione grazie all'abbonante presenza di detriti sparsi sul terreno. Su un’area di quasi mezzo ettaro, posta alla quota di circa 85 m s.l.m, le lavorazioni agricole portano in superficie resti di ceramica, ardesia e frammenti di ossa umane che confermerebbero l’esistenza di un antico cimitero annesso alla pieve.



Il toponimo Camaiano deriverebbe da Camarius, colono romano al quale sarebbe stato assegnato un “fondo” in questa zona (IRCANI MENICHINI P., 1993, op. cit., p. 21, nota 22).

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